La creatività, l’ingegno, la capacità di rialzarsi e di uscire dai propri limiti sono le tre caratteristiche vitali dell’Europa. I Padri fondatori dell’Europa, sognavano un’Europa solidale e oggi, quel forte desiderio di costruire l’Europa unita sembra sempre più spento. Noi figli di quel sogno siamo tentati di cedere ai nostri egoismi, pensando di costruire recinti particolari e di chiuderci nel nostro nazionalismo. Ma se vogliamo cambiare il mondo dobbiamo cambiare il modo di funzionare. Dobbiamo sostituire l’individualismo con l’altruismo. Il protezionismo deve lasciare il posto al libero scambio di merci nel pieno rispetto della leale concorrenza che “rende liberi, riduce le disuguaglianze e premia il merito”. Nel settore della ricerca e dell’innovazione, è necessario migliorare la condivisione della conoscenza tra università, centri di ricerca e mondo industriale perché soltanto la leale competizione e condivisione incentiva le innovazioni. Analizzando la questione ambientale, per esempio, l’UE e i governi nazionali hanno fissato obiettivi precisi in materia e hanno elaborato una visione che si spinge fino al 2050: • proteggere, conservare e migliorare il capitale naturale dell’UE • trasformare l’UE in un’economia a basse emissioni di CO2, efficiente e competitiva • proteggere i cittadini dell’UE da pressioni e rischi per la salute e il benessere legati all’ambiente. Effetto devastante di un’eccessiva negligenza è il riscaldamento globale, dovuto ad un aumento di gas serra nell’atmosfera, tra questi gas, l’anidride carbonica è una dei principali responsabili. Tra gli altri gas serra abbiamo il biossido di zolfo e il triossido di zolfo, che derivano dalla combustione del carbone e dei derivati del petrolio che contengono zolfo come impurità, negli impianti di riscaldamento e nel traffico veicolare. Il monossido di carbonio che origina dalla combustione incompleta di prodotti contenenti carbonio che deriva anche da fenomeni naturali come le eruzioni vulcaniche o gli incendi. La sua pericolosità è dovuta dal fatto che è in grado di formare con l’emoglobina un legame 200 volte più forte rispetto alla CO2, con formazione di carbossiemoglobina. Questa molecola non può più cedere l’ossigeno ai tessuti, causando la morte per asfissia. Il riscaldamento globale determina quindi conseguenze devastanti per il nostro pianeta. Nel 2050 si smetterà di abbattere gli alberi ma se ne troveranno piantati miliardi di milioni in più perché loro assorbiranno le quantità di anidride carbonica in eccesso nell’ atmosfera. Certamente bisogna ridurre i consumi. Nel 2050 le macchine a diesel saranno solo un lontanissimo ricordo, perché saranno sostituite dalle macchine elettriche. Le energie rinnovabili potrebbero diventare la primaria risorsa energetica e riuscire a soddisfare la maggior parte del fabbisogno del pianeta. In altre parole, il 2050 lo immagino fatto di persone più responsabili, che amino il proprio pianeta e sappiano prendersene cura. Ma soprattutto c’è bisogno di sviluppare metodologie capaci di avere ricadute strutturali sull’ economia e sulla società. Si potrebbe pensare alla creazione di una “Carta Europea dei beni fondamentali” idonea a imporre limiti rigorosi allo sviluppo industriale e vincolare la politica a renderli accessibili a tutti. Ecco, nel 2050 sogno un‘Europa collaborativa, solidale e responsabile.

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